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Ordinazioni Diaconali 2017

Ordinazioni Diaconi Permanenti nella solennità di S. Carlo Borromeo 

Milano, Duomo – 4 novembre 2017

Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

 

L’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace

  1. Contrastare la dispersione.

Il lupo rapisce e disperde le pecore, perché il mercenario è scappato. Il lupo, l’avidità, assale il corpo sociale e insinua che l’interesse privato prevarica sul bene comune se è abbastanza crudele e prepotente e così la convivenza si frantuma in gruppi di interesse; il lupo, lo spavento, assale le persone miti e le induce a cercare protezione nella solitudine e così il convivere si frantuma in celle da eremiti con le porte corazzate; il lupo, l’arroganza individualistica alimenta l’orgoglio e l’egoismo e costruisce persone che vivono pensando di essere il centro del mondo e gli unici che hanno diritti e pretendono di essere serviti  così la solidarietà si spezza in una giungla di arrivisti; il lupo, lo spregio per i diritti e le leggi, persegue progetti di potere e di guadagno aggredendo le regole della società e così la legalità si riduce a una complicazione procedurale in cui cercare la scappatoia per i propri scopi; il lupo, il branco selvaggio, si aggira e si appropria di spazi che diventano infrequentabili e così la città si frammenta in territori dominati da questa o da quella banda.

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Ad Gentes

CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

DECRETO SULL’ATTIVITA’ MISSIONARIA DELLA CHIESA
AD GENTES

7 dicembre 1965

ad gentes

CAPITOLO II

L’OPERA MISSIONARIA IN SE STESSA

Introduzione

  1. La Chiesa, che da Cristo è stata inviata a rivelare ed a comunicare la carità di Dio a tutti gli uomini ed a tutti i popoli, comprende che le resta ancora da svolgere un’opera missionaria ingente. Ben due miliardi di uomini infatti – ed il loro numero cresce di giorno in giorno – uniti in grandi raggruppamenti e determinati da vincoli culturali stabili, da tradizioni religiose antiche o da salde relazioni sociali, o non hanno ancora o hanno appena ascoltato il messaggio evangelico. Di essi alcuni seguono una delle grandi religioni, altri restano ancora estranei all’idea stessa di Dio, altri ne negano dichiaratamente l’esistenza, anzi talvolta l’avversano. La Chiesa quindi, per essere in grado di offrire a tutti il mistero della salvezza e la vita che Dio ha portato all’uomo, deve cercare di inserirsi in tutti questi raggruppamenti con lo stesso movimento con cui Cristo stesso, attraverso la sua incarnazione, si legò a quel certo ambiente socio-culturale degli uomini in mezzo ai quali visse.

Art. 1 – La testimonianza cristiana

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NORME FONDAMENTALI PER LA FORMAZIONE DEI DIACONI PERMANENTI

CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA

RATIO FUNDAMENTALIS INSTITUTIONIS
DIACONORUM PERMANENTIUM

NORME FONDAMENTALI
PER LA FORMAZIONE
DEI DIACONI PERMANENTI

22 febbraio 1998

INTRODUZIONE

  1. Gli itinerari formativi
  2. Circa la formazione dei diaconi permanenti, le prime indicazioni furono date dalla Lettera apostolica Sacrum diaconatus ordinem.(1)

Esse sono state poi riprese e precisate nella Lettera circolare della Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica del 16 luglio 1969, Come è a conoscenza, con cui si prevedevano « diversi tipi di formazione » a seconda dei « diversi tipi di diaconato » (per celibi, sposati, « destinati a luoghi di missione o a paesi ancora in via di sviluppo », chiamati ad « esplicare la loro funzione in Nazioni di una certa civiltà e con una cultura abbastanza elevata »). Per la formazione dottrinale, si specificava che essa doveva essere al di sopra di quella di un semplice catechista e, in qualche modo, analoga a quella del sacerdote. Si elencavano poi, le materie che dovevano essere prese in considerazione per l’elaborazione del programma di studi.(2)

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