Il 23 maggio prossimo, con una celebrazione che si terrà nel Duomo di Monza, nove candidati al diaconato permanente della diocesi di Milano verranno istituiti nel ministero dell’Accolitato.
I ministeri istituiti (un tempo noti come ordini minori) sono servizi comunitari che la Chiesa affida ai laici e che richiedono una formazione e un’istituzione formale. Sono caratterizzati da una stabilità e da una missione specifica. Ad esempio, il ministero del lettorato, che gli stessi candidati hanno ricevuto l’anno scorso, ha come oggetto la proclamazione della Parola.
Il ministero istituito dell’Accolitato di quest’anno, invece, ha come incarico il servizio all’Altare e l’ Eucaristia.
Con l’accolitato, per accedere al quale hanno consegnato all’Arcivescovo Mario Delpini una domanda in piena libertà, essi diventano più intimi a Cristo. Il loro compito sarà quello di aiutare presbiteri e diaconi a compiere azioni liturgiche e, in particolare, nell’ambito della celebrazione dell’eucaristia che è “…culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù” (Sacrosanctum Concilium n.10). Inoltre, come accoliti, avranno la facoltà di distribuire la comunione e di portarla agli ammalati e quindi, concretamente e più in profondità, testimonieranno nella propria vita la portata salvifica dell’eucaristia per sé e per i fratelli. “L’Eucarestia edifica la Chiesa e la Chiesa fa l’Eucarestia” (Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis 2007, n.14).
Ammissione, lettorato e accolitato sono tappe significative lungo il cammino che sta conducendo i futuri accoliti verso l’ordinazione al diaconato permanente. L’ordinazione, a differenza dei ministeri istituiti, ha una natura sacramentale, segno efficace della grazia di Dio e se ora, con l’accolitato, i nostri candidati attingono alla grazia battesimale, al momento dell’ordinazione attingeranno alla grazia del Sacramento dell’Ordine ed entrando a far parte del clero, al grado inferiore (quelli superiori sono presbiteri e vescovi, pienezza dell’ordine), saranno segnati indelebilmente da un carattere.
Conosciamoli un po’ meglio. Sono in nove. Hanno nomi singolarmente diversi: Vito, Simone, Andrea, Riccardo, Davide, Gian Celeste, Fabrizio, Fedele e Jacobo. Le loro provenienze, storie e stati di vita sono anch’essi eterogenei ma hanno in comune il fatto di essere stati nel quotidiano della normalità delle persone. Tra loro troviamo celibi e sposati, professionisti e dipendenti, in vari campi: insegnamento, consulenza, servizi professionali e sociali. Il popolo di Dio in essi è ben rappresentato: “Vi sono diversità di carismi ma uno solo è lo Spirito…” (1 Cor12,4).
C’è una convergenza ed un orizzonte, una normalità ed una grandezza che si intrecciano, una diversità ed un’unicità che, dall’altare, tutti raduna e chiama, non solo loro ma anche parenti, amici, conoscenti e fedeli che parteciperanno al rito in presenza e in spirito. La celebrazione del rito di istituzione nell’accolitato sarà infatti un evento di Chiesa in cui protagonista è lo Spirito Santo “…vi sono diversità di ministeri ma uno solo è il Signore” (1Cor 12,5).
Accomunati dal pane eucaristico l’invito è quindi non solo ad accompagnare il cammino di questi nostri fratelli ma a sentirsi partecipi e vicini in particolare alle loro famiglie che in questi ultimi anni (sono già almeno cinque!!) hanno custodito la lunga opera di studio e discernimento e continuano a farlo con preghiera, gioie e fatiche, amore incessanti.
“Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1 Cor 10,16-17).
Andrea Magrini