Pubblichiamo la riflessione di un candidato, prossimo lettore:
Cari amici,
desidero parlarvi del cammino verso il diaconato permanente che, come alcuni di voi sapranno, ho iniziato ufficialmente dopo l’ammissione agli ordini avvenuta l’8 settembre 2025. Il cammino inizia con tre anni di discernimento dopo i quali il primo traguardo importante è l’istituzione nel ministero del lettorato che per me e i miei compagni sarà sabato 16 maggio nella parrocchia di Arcore (MB).
Il lettorato conclude la prima fase di preparazione per diventare diacono il cui compito è servire la Chiesa nel ministero della liturgia, della predicazione e della carità (LG 29).
Oltre ai corsi biblici presenti nel piano di studi nell’anno in preparazione al lettorato, si riflette sul tema della Parola incentrandosi su tre diversi ambiti: il primo, rapporto tra Parola di Dio e la Chiesa, il secondo, più personale, rapporto tra la Parola di Dio e il diacono, il terzo riguarda l’ambito pastorale.
La tesi fondamentale del primo ambito la si trova nella Dei Verbum che riporta: “la Chiesa si fonda sulla Parola di Dio, nasce e vive di essa”; “La comunità ecclesiale cresce anche oggi nell’ascolto, nella celebrazione e nello studio della Parola di Dio”
Nelle riflessioni proposte ci è fatto presente che Dio si rivela mediante la sua Parola fin dalla creazione, «Dio disse … e fu», in seguito Dio parla al suo popolo per mezzo dei profeti; si ha la sua piena manifestazione in Gesù Cristo verbo incarnato e continua ancora oggi a parlarci con la predicazione degli apostoli e dei loro successori.
Sta all’uomo nella sua libertà accogliere tale Parola, come ricorda il prologo del vangelo di Giovanni: «A quanti però lo hanno accolto (il verbo di Dio) ha dato il potere di diventare figli di Dio», ovvero la facoltà di lasciarsi plasmare da Lui a Lui conformarsi; nasce così un popolo nuovo, la Chiesa nella quale il luogo privilegiato dell’ascolto della Parola è la liturgia.
Nella vita del cristiano, in particolare se sta percorrendo un cammino vocazionale che lo porterà ad un ministero, è importante il rapporto con la Parola di Dio. Perciò da questo anno ci è chiesto, con le difficoltà legate alla vita lavorativa e famigliare, di recitare la liturgia delle ore (lodi, vesperi e compieta) per pregare con i salmi, preghiere ispirate da Dio.
Devono inoltre essere presenti dei momenti personali di lectio in cui rileggere la propria vita e la propria vocazione illuminati dal Vangelo («lampada per i miei passi è la tua parola»).
Il terzo punto è quello pastorale; con l’ammissione al ministero del lettorato si diventa responsabili della Parola e del suo annuncio, anche se questa responsabilità è di tutti i battezzati. Da qui alcune domande:
- Sono consapevole della responsabilità che ho di annunciare la Parola che mi è stata donata?
- Sento la gioia, la bellezza del compito che mi è affidato?
- So di essere servitore della Parola? È Lei che agisce.
- Mi ricordo che il mio annuncio deve portare all’incontro con Gesù che ci rivela il Padre?
- Come, in quali modi annuncio la Parola?
Su queste domande, un po’ tutti i cristiani sono chiamati a riflettere.
Matteo Rossotti
Nella foto i prossimi lettori: Marino, Henry, Stefano, Alberto, Matteo e Carlo Alberto.